"L'anima è sempre femminile (cerva o cella vinaria), e dio è sempre maschile (raggio). Bada bene, l'amore del mistico non è quello che intendiamo noi per qualcuno, ma per qualcosa: la "nada", l'alienazione (enajenación), la disintegrazione dell'essere (noche) votato all'assoluto. Soltanto quando l'Io si è disintegrato davvero, trasmutandosi in Dio, l'amore che promana è quello nuziale, eroticissimo, del Cantico dei Cantici. Ma questa è un'altra storia. Desterrado Giona."
Prof. G I O N A T U C C I N I
Ph.D. Università di Firenze